South of no north
igor ponti

14.09.2019 - 03.11.2019

Vernissage 14.09.19/17.00 -
Via Natta 31, 22100 Como, IT

Comunicato Stampa . Press Release

IT

Galleria Ramo è lieta di partecipare nuovamente all’11esima edizione della Biennale dell’Immagine di Chiasso. Saremo presenti nella città svizzera di confine con uno spazio “pop-up” che ospiterà l’artista Luigi Boccadamo, creando una connessione fra le due esposizioni che ruotano attorno al tema CRASH (per ulteriori informazioni seguite il link: Biennale), Igor Ponti (n. 1981, CH) presenta a Como il suo studio fotografico inedito: South of no North


Cercando di rompere le divisioni tra nazioni, dogane, quartieri etc.. La ricerca di Ponti è il tentativo di rappresentare esteticamente una pluralità linguistica. Affascinato e perplesso dall’evoluzione del paesaggio, Ponti interroga costantemente il senso della fotografia documentaristica. Usando una fotocamera di largo formato riesce a catturare ed utilizzare la rappresentazione di un paesaggio che a suo modo di vedere risulta fondersi in un’estetica arcaica della visione. Arcaico per sua definizione è qualcosa appartenente al passato, precedente, definitivamente chiuso nei confronti di un processo storico, culturale, linguistico o letterario. 

Il progetto è la provocatoria idea di rappresentare un passato romantico e anacronistico di un paesaggio enfatizzato da un altrettanto anacronistico e romantico approccio del medium, che in modo dirompente si rende attuale e “veritiero”. Lavorando con la sua terra natale, il Ticino, South of no North esamina un piccolo territorio in cui il paesaggio cambia radicalmente da sud a nord, in netto contrasto con l'idea "stereotipata" delle Alpi svizzere e della città caotica. Trovando e documentando nel suo viaggio un paesaggio del nulla. La ricerca complessa dell’uomo che prova a definirsi importante o meno a seconda del luogo in cui vive. Ponti dichiara che “Viviamo il provincialismo pensando che stiamo conducendo le nostre vite nel mezzo di qualcosa che sembra essere importante, perdendo la visione più ampia di ciò che ci circonda”. Ponti cerca di catturare e mostrare come l’umanità vuole  riappropriassi di un’altra cultura, che solitamente è la cultura più mediatica ed economicamente forte.


Igor Ponti, fotografo svizzero, ha iniziato a lavorare come fotografo editoriale mosso dal desiderio di continuare le sue ricerche sul paesaggio della fotografia e sul modo in cui è legato all'ambiente umano. Nel 2009 il suo primo progetto personale su una piccola famiglia di skateboarders è stato pubblicato da Fontana Edizioni. Nel 2013 ha ricevuto la borsa di studio Pro Helvetia del Consiglio Svizzero delle arti per i nuovi talenti nel campo della fotografia. Nel 2014 viene pubblicato da Hatje Cantz con il suo secondo libro Looking for Identity che nello stesso anno viene presentato alla mostra internazionale di fotografia Paris Photo Fair e viene selezionato per il New York Photo Festival nel 2014. 2016 publicò il suo terzo libro Foce, un'indagine di vasta portata su un paesaggio antropico. Le immagini di Ponti hanno partecipato a numerevoli mostre colletive e personali e sono presenti in varie collezioni private e istituzionali.

EN

Galleria Ramo is pleased to participate again in the 11th edition of the Biennale dell’Imagine di Chiasso. We will be present in the Swiss border town with a “pop-up” space that will host the artist Luigi Boccadamo, creating a connection between the two exhibitions that revolve around the Biennale’s theme CRASH (for more information follow the link: Biennale), Igor Ponti (b. 1981, CH) presents its unpublished photographic studio in South Como: South of no North.

Trying to break the divisions between nations, customs, neighbourhoods, etc… Ponti's research is an attempt to aesthetically represent a linguistic plurality. Fascinated and perplexed by the evolution of a landscape, he constantly questions and practices the meaning of documentary photography. Using a large format camera he succeeds in capturing and using the representation of a landscape which is melted into an archaic aesthetic vision. Archaic by its definition is something belonging to the past, previous, but definitively retired by a historical, cultural, linguistic or literary process. 

This project personifies the provocative idea of representing a romantic and anachronistic past of a landscape which is emphasised by an equally anachronistic and romantic approach of the medium that is still, in a disruptive way, actual and "truthful". Working in his native land, Ticino, South of no North examines this small territory where the landscape changes radically from south to north, in stark contrast to the "typical" idea of the Swiss Alps and the chaotic city. On his journey finding and documenting a landscape of nothing. The endless search to define oneself importance or rather undefined by a place where they reside. Ponti declares that "We live with provincialistic thoughts that is leading our lives to the midst of something that seems bigger than us or more important, losing the broader vision of what surrounds us". Ponti tries to capture and prove humanity’s reappropriation of other cultures, usually adopting the most mediated and economically strong versions of other cultures.

Igor Ponti, is a Swiss photographer that began working as an editorial photographer but driven by the desire to continue his research into photographing the landscape and researching the way in which it is linked to the human environment. In 2009 his first personal project on a small family of skateboarders was published by Fontana Edizioni. In 2013 he received the Pro Helvetia Scholarship of the Swiss Arts Council for new talents in the field of photography. In 2014 Looking for Identity, his second book, was published by Hatje Cantz which, in the same year, was presented at the international photo exhibition Paris Photo Fair and was selected for the New York Photo Festival in 2014. 2016 he published his third book Foce, a wide-ranging investigation into an anthropic landscape. Ponti's images have participated in numerous collective and personal exhibitions and are present in various private and institutional collections.